Visita - Gandino

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Visita

Prima di recarsi da un osteopata è importante sapere alcune malizie che possono darci un idea della serietà e professionalità dell'operatore. Rivolgersi ad un medico osteopata è una delle scelte più giuste; senza voler per forza dire che egli debba essere più capace di un laureato non medico. Perlomeno si può essere abbastanza tranquilli che la diagnosi dovrebbe seguire un iter logico, in più, la scelta osteopatica operata da un medico in Italia è una scelta ancora rara, ciò indica che probabilmente è la passione che muove tale scelta medica, diversa dal comune. La prima cosa da valutare è l'ambiente lavorativo, il quale deve essere pulito, e rispettoso delle norme igieniche base. Diffidate dei troppi titoli appesi alle pareti, i troppi titoli mascherano il più delle volte superficialità nella pratica, “chi troppo cerca non è ancora sicuro di ciò che ha torvato”. Il professionista non deve essere troppo sbrigativo nel rapporto con il paziente, almeno non nella prima visita; poiché è con il primo contatto che si conquista la fiducia del paziente e si dimostra la proprio professionalità.'operatore deve assicurarsi in primis di aver compreso Lui stesso chiaramente il disagio che il paziente gli comunica: ripetendo, annotando su apposite tabelle e/o facendo domande specifiche e mirate. Le spiegazioni dell'Osteopata devono essere sempre chiare al paziente, eventualmente con uso di modellini in scala o immagini varie. Bisogna assicurarsi che il paziente abbia ben compreso che cosa lo affligge. Da un medico osteopata non dovete solo aspettarvi una visita dell’apparato locomotore, ma una valutazione clinica completa, che comprende conoscenze dei vari apparati e patologie associate. Infatti non è raro che un dolore muscolo-scheletrico nasconda una causa vascolare o metabolica o neoplastica. Il medico deve essere in grado di svolgere accertamenti di massima della semiotica (segni e sintomi) medica generale. Deve saper comprendere la dove la sua competenza necessiti di collaborazione con altri specialisti; saper quindi indirizzare ed affiancare altre cure per il bene del paziente. La visita deve prevedere la raccolta di dati anamnestici significativi, famigliari, sociali e farmacologici; dovrebbe visionare le immagini radiogrammatiche del paziente prima di leggerne il referto (per non essere viziato in merito), Tranne per le immagini eco-grafiche deve essere in grado di spiegarle al paziente mentre le esamina. Successivamente leggere il referto per assicurarsi di aver notato tutto o eventualmente di più. Dovrebbe seguire un buon esame obbiettivo generale e specifico, con particolare attenzione al atto palpatorio della parte interessata e zone limitrofe ed associate. Dovrebbe fare la diagnosi solo dopo aver visitato accuratamente il paziente. Da Osteopati non medici la diagnosi alcune volte lascia a desiderare o non è completa come dovrebbe essere.


Mentre si viene visitati, sarebbe buona norma che l'Osteopata spieghi che cosa sta facendo e perché; così a fine visita dovrebbe rivalutare la situazione del paziente e spiegare cosa ha trovato e su cosa ha agito. Così pure l'iter terapeutico e l'ipotesi di durata della terapia devono essere esposte con chiarezza al paziente. Dovrebbe metter in guardia il paziente che egli potrebbe stare peggio nelle 48 ore successive alla visita. La missione di un operatore sanitario, chiunque esso sia, dovrebbe essere volta al tentativo di volere alleviare la sofferenza altrui, senza distinzione di sesso, razza o età. L'osteopata deve quindi essere mosso dall'umanità e non dall'avidità, valutate bene il suo comportamento nei confronti del denaro e dei meno agiati. L'osteopata dovrebbe fare spesso il punto della situazione con il paziente se la terapia dovesse durare più del previsto.


 
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