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Lo stato italiano non ha ancora approvato l’osteopatia come disciplina sanitaria, nonostante diverse proposte di legge presentate tra le quali quella dell'onorevole Lucchese. Principalmente perché regolarizzare altre professioni potrebbe portare a maggiori costi per la sanità pubblica che si vedrebbe costretta a far rientrare altre discipline sotto la voce “costi”. Inoltre non vi è nessun organo competente in grado di formare una commissione per valutare le capacità necessarie per considerarsi Osteopati. Oltre al fatto che la classe medica giustamente o ingiustamente cerca di salvaguardare l’aspetto sanitario. Il fatto che la comunità europea stia riconoscendo sempre più la figura degli Osteopati porterà l’Italia a dover deliberare in materia entro pochi anni. Nonostante la popolazione sia ancora molto disinformata sulla figura professionale di tali operatori, l’Italia ha molti Osteopati e moltissime scuole; alcune con corsi di laurea full-time altre par-time, alcune aperte a tutti altre solo a fisioterapisiti e medici.


Tra le varie scuole italiane sicuramente è molto conosciuto l'Istituto Superiore di Osteopatia a Milano, con corso di laurea su 4 anni a frequenza obbligatoria; oppure l'International College of Osteopathic Medicine (ICOM), a Cinisello Balsamo in provincia di Milano, ubicato in una bella sede e con stage formativi in ospedale. La Still Osteopathic Institute a Roma è un istituto con un programma molto approfondito ed offre ai propri studenti stage interni di alta qualità nelle diverse tecniche osteopatiche.  Anche l’Italia vanta uno suo registro degli Osteopati, il R.O.I. il quale sfortunatamente non ha valore ufficiale ma solo ufficioso. Esiste anche la Scuola Italiana di Medici Osteopati e Chiropratici, al quale va il merito di cercare la tutelare e salvaguardare il titolo di Osteopata come disciplina medica.

 
 
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